CAPIRE CHE UN SOGGETTO MI STA MENTENDO E CONFIDARE NELL'INTELLIGENZA DI QUESTA PERSONA SUPPONENDO CHE SIA CONSAPEVOLE DI NON AVERMELA DATA A BERE MI RENDE PERPLESSA!

A volte può capitare di rendersi conto che qualcosa non quadra in alcune situazioni in cui ci si relaziona con  altri che attuano dei comportamenti ambigui, che si comportano  da furbastri ma che così furbi non sono se fanno insorgere dei dubbi nelle persone che hanno di fronte. Questi comportamenti sono così lontani dal mio modo di essere che non riesco ad individuarvi neanche il vantaggio per chi li adotta. Se questi comportamenti sono attuati da persone per me non particolarmente care, sulle quali non nutro molte aspettative e non mi recano alcun danno ma solo perplessità, non chiedo spiegazioni di essi, mentre in caso contrario affronto la situazione. Quello che ritengo strano e che mi rende perplessa è che, confidando nell'intelligenza di questi soggetti, suppongo che si rendano conto che non me la danno a bere e che io noti delle discrepanze e delle incongruenze in quello che mi riferiscono. Perché continuano in questo modo? Sono forse persone dissociate? Ci sono forse delle tacite regole sociali accettate da alcuni in base alle quali ci si relaziona attraverso delle recite? Ma soprattutto a me che me ne importa di quello che combina questa gente?  Che bisogno hanno di fare queste rappresentazioni? Quando i mentitori in questione sono conosciuti dalle mie amiche mi diverto a scherzarci sopra, ma quando sono solo io l'unica testimone delle recite non mi diverto e rimango perplessa. Vorrei rivolgermi direttamente a loro:  furbastri vi ho già pesato, so esattamente quanto valete! Non consumate energie, smettetela di fingere tanto già vi conosco! Non mentite a voi stessi sapete che ciò che affermo è la verità.
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